Agenzia Immobiliare Salento, bed and breakfast a Brindisi Mesagne


Vai ai contenuti

Menu principale:


Porto Cesareo

Il Salento

Porto Cesareo, penisola jonica compresa tra il litorale di Taranto e quello di Gallipoli, si caratterizza, verso ponente, per le immense distese di sabbia e, sulla parte di levante, per un ampio specchio lacustre. Reperti ritrovati di recente danno la certezza della presenza umana già nel periodo neolitico, periodo in cui l’uomo, non più nomade, garantiva la propria sopravvivenza attraverso la pesca e la pastorizia. In particolare, nel sito conosciuto col nome di “Scala di Forno/Furno è stata accertata la presenza di vari frammenti, ora conservati nel Museo di Taranto, di ceramica decorata e un’ascia rudimentale prodotta circa 2.000 anni prima di Cristo. Nel 1969 venne portato alla luce, sempre nel medesimo luogo, un villaggio protostorico a capannicoli, circondato da mura di protezione alte circa 2,5 metri. Intorno al 1500 a.C., frequenti furono gli sbarchi di marinai cicladici, minoici e ciprioti, che condussero alla colonizzazione micenea. Nel periodo a cavallo dell’anno 1.000 a.C., l’invasione illirica mutò le condizioni economiche, sociali e culturali dell’area cesarina, come si può evincere dalle scoperte di reperti avvenute lungo la costa che va da Torre Sant’Isidoro a Torre Lapillo, autentica miniera d’oro per le conoscenze archeologiche. L’incontro di queste diverse culture mediterranee determinerà l’evoluzione del popolo messapico, un vero e proprio ibrido tra le genti locali (japigi) e quelle al di là dell’Adriatico. Un frammento di vaso votivo, risalente al VI sec. a.C., reca un graffito la cui lettura ha dato il nome di “Thana”, divinità messapica onorata anche presso le genti d’Illiria. Tale fu la comunanza culturale tra queste genti che, durante le guerre puniche, ritroviamo molte città apulo-salentine schierate con Annibale contro l”’invasore” romano. Nei fatti, però, la sconfitta dei Punici determinò l’occupazione da parte di Roma, la quale, peraltro, arricchì notevolmente il territorio di imponenti ed importanti opere pubbliche. In questo periodo numerose furono le edificazioni di fattorie romane, che giustificano la consistente presenza delle “attuali” masserie salentine, rimaneggiamenti più o meno moderni delle preesistenti. Nel lungo arco di tempo che intercorre tra questo periodo e l’inizio del Medioevo, il propagarsi della presenza bizantina comportò una vera e propria metamorfosi nella società di “Terra d’Otranto”, sia dal punto di vista religioso, con l’adozione del rito ellenico, sia da quello economico, con la confisca dei beni di proprietà del clero romano. Un ulteriore sconvolgimento socio-economico si ebbe attorno alla metà del XI sec., quando nel Salento arrivarono i Normanni; in tal modo la Chiesa di Roma trovò l’occasione per una restaurazione del proprio dominio, perduto per oltre cinque secoli. Alcuni documenti attestano l’edificazione di una chiesa, tra le altre, dedicata a Santa Maria di Cesaria (1300 circa) sull’Isola Grande, volgarmente conosciuta come “Isola dei Conigli”, di cui oggi, però, non rimangono altro che labili tracce. Con l’arrivo di Carlo I d’Angiò, Porto Cesareo divenne strategicamente importante per il controllo del sud dell’Italia, ospitando parte della flotta angioina. Fu uno dei rari periodi di autonomia cesarina da Nardò, alla cui storia rimarrà legata sino ai nostri giorni, fino alla sua recentissima indipendenza amministrativa. In epoca medievale, quindi, Porto Cesareo subirà i destini dei feudi salentini, con la dominazione aragonese, con il passaggio di proprietà delle singole città da un Signore ad un altro per risanare incauti bilanci, con i Del Balzo, con gli Acquaviva, con le guerre tra spagnoli e francesi, con le razzie dei Turchi. Fu per arginare la fragilità della costa che iniziò, tra il ‘500 e il ‘600, la costruzione delle torri costiere, molte delle quali ancora visibili e ben conservate. In alcuni casi, però, il materiale impiegato era costituito da lastroni messapici, così contribuendo alla devastazione delle tracce di questo superbo popolo.

Nel porto di Porto Cesareo ubicato a ponente, troviamo un’isola che gli abitanti indicano con il nome di
“Isola dei Conigli”. Su di essa, cinquanta anni fa, fu promosso l’allevamento allo stato brado di una colonia di conigli. L’iniziativa non fu una novità in quanto tra la prima e la seconda guerra mondiale vi fu anche quello delle capre, naturale riserva di carne per le poche famiglie residenti. L’isola, sulle antiche carte nautiche e militari, era indicata con il nome di “Isola Grande”, toponimo sicuramente dovuto alla sua superficie insulare, che si aggira intorno ai 120.000 mq. Essa è la più estesa del mare di Porto Cesareo ed ha una lunghezza di 2,5 km. ed una larghezza di circa 400 m. Osservata dall’alto essa presenta una forma simile ad una microcometa. Il nucleo principale si allunga verso NW-SE ed intorno ad esso si rilevano tre lunghi costoni. Il resto si distende invece longitudinalmente verso SO. La prima coda si incurva,in direzione della terraferma, verso levante. La seconda, la esterna, si dirige verso il mare aperto. Infine la terza all’interno del porticciolo, si protende verso tramontana. I rispettivi tre seni, due verso l’interno e uno verso l’esterno, delimitati dalle suddette strisce di terra, mettono in bella mostra un territorio molto basso dove l’arenile conchifero si alterna allo scoglio radente. Nel porticciolo, nel 1973, alcuni subacquei dilettanti ebbero la fortuna di portare in superficie, tra le altre cose, anche un anello d’oro. Esso mostrava alcuni segni particolari. Sottoposto ad esame presso la facoltà di archeologia di Milano, fu rilevato che questi segni facevano parte di una frase ben augurate, incisa con lettere dell’alfabeto fenicio. Il sottofondo marino è cosparso di una grande quantità di cocci. A ridosso della costa, si nota la presenza di massi e di pietre, derivati da costruzioni diroccate. Le terraglie che il volgo definisce “pignate”, non sono altro che antichi reperti di ceramica. La loro enorme quantità testimonia la presenza dell’uomo in epoca greca e romana. Il rinvenimento di colli di anfore greche fa pensare, anche, alla possibile esistenza di un antico porto di navi anforarie. Ulteriore riprova è il rinvenimento di numerose ancore, che purtroppo sono state metodicamente fuse dai pescatori locali per ricavarne piombi da applicare alle reti. Nel 1925 vennero portati alla luce da una tomba incavata nella roccia, nell’arco del porticciolo che si dispone a sinistra, anche i resti di uno scheletro. La parte dell’isola, esposta più a levante, in volgo “la punta ti li Krape” ovvero lo sperone delle capre, veniva utilizzata per il pascolo di queste bestie. Spesso esse raggiungevano il lembo più prossimo alla terraferma e lanciavano i loro mesti belati, preannunciando l’arrivo di una tempesta o di una pioggia torrenziale. Sullo scoglio detto Mogliuso fiorisce un singolare giaggiolo selvatico scuro, profumato, descritto pochi anni or sono come forma endemica (Iris revoluta) e meritevole quindi di assoluta protezione.

Porto Cesareo
dista da Nardo' una ventina di chilometri. Il mare e' sempre limpido e gli fanno da contrasto numerosi scogli che paiono posti a proteggere Porto Cesareo che sorge nell'insenatura frastagliata. Sarà per questo mare pieno di scogli che e' diventata famosa per le triglie di scoglio più saporite d'Italia. Di fronte, nel mare, sorgono due isolotti: l'Isola della Malva e l'Isola Grande detta anche Isola dei conigli ( vedi foto sopra ). Il suo porto e' attrezzato per l'attracco dei natanti da diporto. Famoso luogo di villeggiatura, situato sul Mar Jonio, ha origini antichissime che risalgono all’Età del Bronzo. Mantenne a lungo contatti con la Grecia, particolarmente con Itaca e Cefalonia. È stata un’antagonista di Gallipoli che la assediò e la rase al suolo intorno al II secolo. Da borgata di pescatori oggi, Porto Cesareo, e' diventata una località turistica che offre una completa ospitalità al gran flusso di villeggianti. Ha anche una Stazione di ecologia e biologia marina che ha dato origine ad un importante Museo dove sono raccolte numerose conchiglie e diverse specie marine del Mediterraneo. A completamento della vocazione ecologica e' stato istituito un parco marino a difesa del patrimonio naturalistico della costa. Caratteristica è la torre Carlo V che sovrasta il centro del paese ( ed oggi sede della GdF ).Porto Cesareo e' tutta disseminata di alberghi, camping e villaggi turistici. A questi sono contrapposte le torri fortificate, testimonianze del tempo in cui ci si doveva proteggere dai saraceni o da altri aggressori.

Popolazione: 5.038 - Superficie: Kmq 34,67 - Distanza da Lecce: Km 25

Per la bellezza della sua natura e per la sua storia, Porto Cesareo merita di essere visitata in ogni angolo. Il borgo antico si è sviluppato intorno alla omonima torre cinquecentesca, una delle tante torri costiere costruite nel XVI secolo, comeLapillo e Torre Chianca, per difendere la città dal pericolo delle incursioni di pirati e Turchi. Insieme alle torri, le masserie fortificate costituivano il sistema difensivo dell’antico Salento e ancora oggi è possibile visitarle per assaggiare i piatti tipici della nostra terra.Il litorale di Porto Cesareo è caratterizzato da tratti di baie e lagune con cumuli sabbiosi limitati verso terra da un cordone dunale, bellissimo esempio di macchia a ginepro i cui esemplari arborei sono stati definiti tra i più belli d’Italia ed inseriti negli habitat prioritari della CEE. La costa è inoltre connotata dalla presenza di numerosi promontori, isolotti e scogli, tra i quali riveste particolare importanza l’Isola Grande, detta anche dei Conigli, parco naturalistico di straordinario interesse biologico per la presenza di 200 specie vegetali. Su uno scoglio, denominato “Lu Mujusu” per il fondale marino fangoso (dialettalmente il fango è detto “moja”), è stata riscontrata la presenza di un tipo di iris definita “Revoluta nova specie”, dal fiore viola scuro e dal profumo pungente, che cresce solo su questo scoglio in tutta Italia.L’ANTICO “PORTUS SASINAE”Ma la grande ricchezza di Porto Cesareo è rappresentata dal suo mare, tanto prezioso che per la sua tutela è stato istituito un Parco marino Nazionale. Nell’area protetta, compresa tra Punta Prosciutto (limite di confine con la Provincia di Taranto) e Torre Inserraglio, si trova la cosiddetta “prateria sommersa” di Fanerogame, una rarità biologica che merita di essere difesa e che offre ossigeno, rifugio e nutrimento a numerosi organismi marini. A questa verde prateria, sviluppata sulla sabbia, si contrappone l’esuberanza delle forme del coralligeno, che predilige i fondali rocciosi. Le immersioni nel Parco offrono scenari meravigliosi, abitati da crostacei, molluschi, pesci variopinti e da affascinanti tartarughe.Il locale Museo di Biologia Marina completa la conoscenza della fauna e della flora locale offerta dal Parco con ampie esposizioni di vertebrati (pesci, tartarughe, uccelli e mammiferi) e di invertebrati (spugne, madrepore e coralli, vermi, molluschi e crostacei). Il Museo custodisce, inoltre, un ricco algario dei mari pugliesi ed una tra le più complete collezioni di conchiglie del Mediterraneo.Lungo il territorio di Porto Cesareosi possono ammirare
Torre Chianca e Torre Lapillo. La costa e' un'immensa distesa di sabbia d'orata a piccolissimi granelli, solo pochi scogli si immergono nel mare azzurro e cristallino. Le dune sabbiose sono decorate da cespugli di ginestre.TRADIZIONI, ARTIGIANATOIl pugliese, ed in particolare il salentino, e' legato alle tradizioni civili e religiose. La tradizione vuole questa terra legata ancor oggi fortemente all'agricoltura. Il paesaggio e' caratterizzato dalla coltivazione dell'olivo. La espansione dei terreni da coltivare ha causato, quasi del tutto, la scomparsa del bosco specialmente nel Salento settentrionale.In agricoltura la vocazione della coltura della vite e' presente quasi ovunque nel Salento. Ma la coltura tradizionale di questa fertile zona di Puglia e' la coltivazione del tabacco che porta la Puglia a produrre 1/6 del Prodotto Nazionale.

Da visitare

Di importanza internazionale è il
Museo di Biologia Marina fondato nel 1966. Vi sono raccolti esemplari rarissimi di piante e animali provenienti da tutte le parti del mondo; alcuni di essi si trovano solo nel mare e sulle isole di Porto Cesareo come ad esempio uno splendido esemplare di Iris chiamato Iris Revoluta che si trova su uno scoglio chiamato Mojuso sull’Isola dei Conigli.

CUCINA
Porto Cesareo: e' un punto di riferimento per la gastronomia pugliese. E' famosa per le triglie, i granchi di scoglio, le aragoste, i dentici, il tonno, il pesce spada. Le specialità sono la zuppa alla cesarina, la bottarga fresca fatta bollire e tagliata a fettine da servire con olio, aceto, sale e pepe. Rinomata in tutta la provincia la scapece cesarina. Fra gli altri piatti ricordiamo gli spaghetti alle cozze, i vermicelli al sugo di cauri (granchi), i polpi fritti, le uova di tonno, la pasta e fagioli con le cozze che unisce la tradizione contadina con quella marinara, i Masculari a sardizza, cioè gli zerri marinati e gli asparagi che vengono cucinati in modi diversi. Una specialità di Porto Cesareo e' la cosiddetta "puccia": un pane con le olive, antica tradizione della civiltà contadina.

LA RICETTA
Zuppa di gamberi: far bollire in acqua salata un chilo di gamberi. Togliere le teste e sgusciarli. I molluschi vengono, poi, pestati in un mortaio. A parte con un etto di burro diluite due cucchiai di farina e aggiungete la poltiglia di gamberi. Riscaldate due cucchiai di brandy e aggiungeteli all'impasto. Con del pesce magro fate del fumetto con cui cospargere molta paprica.

VINI

In tutta la zona del Leccese si produce anche il Rosso del Salento che e' un vino dal colore brillante con riflessi sul rubino. Il carattere e' asciutto, limpido e con odore persistente; gradi 12,5° - 13,5°
.

Home Page | Dove Siamo | Gli Immobili | Case Vacanze | Il Salento | FotoGallery | Contatti | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu